I deserti sono un posto molto interessante. Erano praterie, una volta. Succede che, a causa di cambiamenti climatici, su certe aree l'umidità relativa dell'aria non raggiunga più frequentemente il 100%. In pratica, la pioggia cade sempre più di rado. Non soffiano più brezze dal mare, già umide, ma circola solo aria secca.
Ad un certo punto, non piove nemmeno più o, se lo fa, capita in rare occasioni. Però l'aria continua comunque ad assorbire umidità. Nel giro di qualche secolo, tutta l'umidità è stata assorbita. La vita, sia vegetale che animale, si riduce paurosamente.
E la sabbia? Da dove viene la sabbia? Prendete del terreno qualsiasi. Lasciatelo asciugare. Lasciatelo seccare. Si sbriciolerà, in parti di varie dimensioni, tra cui di sicuro almeno una è sabbia. Immaginate venti secchi, che privano di umidità qualsiasi cosa. Immaginate queste particelle piccolissime, appena visibili che, in virtù della loro leggerezza, iniziano a volare. E si schiantano contro le rocce. Succede una volta? La roccia è uguale. Dopo secoli di milioni di urti al giorno, la roccia tende a scomparire. Polverizzata, resa sabbia e ciottoli. Quindi, ecco altra sabbia in circolazione, finchè tutto ciò che ha forma non viene ridotto a granuli, polvere e altre frazioni non visibili.
La sabbia distrugge, quindi. Però, poniamo di avere qualcosa immerso nella sabbia. Se è immerso, non subisce gli urti originati dal vento, giusto? E abbiamo detto prima che il deserto è un ambiente molto secco.
Insomma, questo qualcosa avrebbe delle ottime probabilità di conservarsi in buono stato, no? Anche per millenni, dico. Al massimo, diciamo che per gravità può continuare a sprofondare nella sabbia, soprattutto se magari è una cosa molto grande. Poi, appena raggiunge uno strato di rocce magmatiche intrusive, dette talvolta "plutoni", talvolta "graniti", la discesa si ferma. E potenzialmente, potrebbe non muoversi più di lì per millenni. Bisognerebbe proprio andarlo a cercare per trovarlo, eh.
Tutto ciò per dire cosa? Che i deserti sono posti molto antichi e che i deserti nascondono segreti.
Soon
XMas 2014
Perchè chi l'ha duro, lo vince. (...eh?)
Nonostante l'assenza prolungata e l'immane ritardo, ecco il resoconto di ciò che è successo nell'ultimo turno di Meghnada. Un turno infinito, ma molto interessante.
CAVALIERI DI ULTRAMAR
Hanno attaccato lo Spazioporto dei Tiranidi (MAN01), hanno vinto, l'hanno conquistato ma l'hanno dovuto cedere ai Necron! Il secondo attacco è stato portato al Bastione Comando dei Soli Blu (OUT02), ma qui sono stati sconfitti.
NECRON
Pronti via, anche i Necron hanno attaccato lo Spazioporto Tiranide (MAN01), vincendo, conquistando e mantenendolo spareggiando con i Cavalieri di Ultramar. Non paghi di questo sgarro, hanno attaccato un paio di volte un simpatico territorio dei Cavalieri, alle porte del Formicaio (ZAN01). Risultato? Conquistato!
SOLI BLU
Dopo un infruttuoso attacco allo Spazioporto degli eretici Cavalieri di Ultramar (che il Warp se li porti), i Soli Blu sono riusciti a strappare il Manufactorum dei Tiranidi (OUT03). Un ulteriore assalto alla Stazione Energetica tiranide, nonostante la vittoria, non porta nessun nuovo territorio.
TIRANIDI
Dopo la mistica vittoria in quel di Gnelkarth (l'evento specialo!), che ha garantito alla Flotta Alveare un nuovo territorio che fu dei Soli Blu (GNE04), i Tiranni dell'Alveare sono stati costretti a riportare notizie un po' meste alla loro Regina Norna. Un feroce e imprevisto assalto al Formicaio si è risolto in un nulla di fatto e, nonostante la conquista di un Manufactorum che fu dei Necron (SYL03), la mancata conquista del Bastione Comando dei Soli Blu ha depresso l'intera Flotta Alveare.
Quindi, come stiamo messi a territori?
- CAVALIERI DI ULTRAMAR: 11 territori
- NECRON: 15 territori
- SOLI BLU: 10 territori
- TIRANIDI: 8
Dopo quasi diciassette mesi dall'acquisto, mi sono finalmente deciso a pitturare la Tervigone. Si, ormai mi ero stancato di vederla spalmata su di un fianco come un Magikarp al banco pesce! Assieme a lei ho finalmente ultimato quei cinque Termagant maledetti, che giacevano inevasi da ancora più tempo...
Lasciamo parlare le foto:
Laddove i Termagant sono pitturati in maniera molto approssimativa (cosa pretendete? Moriranno a pacchi!), per la Tervy mi sono impegnato sul serio. Senza possibilità d'errore, è il miglior tiranide che io abbia mai dipinto e probabilmente è uno dei modelli migliori in assoluto da me realizzati. Altri dettagli in arrivo.
La lingua e "l'uscita dei Termagant" sono state ricoperte con l'effetto acqua, in modo da dargli il corretto aspetto umidiccio e grondante. Come potrete già iniziare a notare da questa foto, ho fatto in modo che delle gocce di effetto acqua cadessero anche sulla basetta...
La basetta, già. E' stata il mio primissimo esperimento con l'Agrellan Earth, una delle poche trovate interessanti della GW negli ultimi tempi (formazioni tiranidi a parte). Ci sono voluti due strati leggeri per uniformare il tutto e avere il giusto spessore, ma il risultato paga assolutamente lo sforzo necessario!
La sacca dello spawning è il mio orgoglio pittorico. Ci sono volute diverse mani di colore, lavatura, lumeggiatura, etc., per farla venire così.
Ho pitturato di verde l'interno delle creste del dorso. Complessivamente sono molto soddisfatto del carapace! Visto da qui sembra quasi quello di uno Ierofante...
Bene, ora cosa farò? Pittare il Tiranno Alato mi sembra una buona idea, dopodichè mi prenderò una pausa dalle CM e mi dedicherò a quei venti Termagant che attendono neropittati con solo il carapace finito... Al Trigone/Mawloc per ora non voglio pensare, credo sarà un grande sforzo dargli vita.
Vi è mai capitato di mettere assieme materiali da modellismo a caso, custoditi gelosamente in attesa di progetti che verranno, ed ottenere delle cose fighe?
A me stamattina è successo.
In questa foto potete notare il cratere di ieri, finalmente pittato, due simpatici dissuasori del traffico/antitank, un silossssss e due torri/void shield/blablabla.
L'effetto profondità non mi è venuto bene come avrei voluto, però almeno è già qualcosa. Per il mio tavolo urbano, basta e avanza.
Dissuasori antitank. Fatti con le scatole delle uova. Seriamente, mangiate più uova, sono buone, fanno bene e le loro scatole sono perfette per questo tipo di cose. Con un pelo di lavoro in più, potrebbero anche diventare degli ottimi sostituti economici delle linee di difesa Egida.
Mi avanzava un po' di grigio, così ho pittato questo vecchio (si parla di anni) silos non completato. E' parecchio piatto, a dire il vero, quindi potrebbero esserci aggiunte in futuro. Però almeno ha una mano di colore che non sia il nero!
Aaah, eccoli qui. Il prodotto del modellismo istantaneo estemporaneo. La realizzazione è stata banale: le basi sono i classici coni di plastica delle uova di Pasqua, sormontati da due cilindri di cartone, sulla cima dei quali sono posizionate le ciotole della Coppa del Nonno. Sono anni che conservo quelle ciotole, finalmente le ho utilizzate per qualcosa! Il tutto è tenuto assieme da abbondanti dosi di colla a caldo, pittato con il chainmail e una lavatura abbondante di chestnut ink per dare l'effetto rugginoso. Vanno bene sia per torri, silos, void shield, protesi peniche, proiettili giganti...
La prossima settimana tornerò a parlare di tiranidi!
Di ritorno dalle vacanze Pasquali, ecco un po' di elementi scenici!
Facciamo un po' di ordine: un edificio in rovina, una pozza digestiva, un cratere e tre mucchi di macerie. Alcune di queste cose sono in ballo da mesi e mesi e mesi. La pozza addirittura da anni.
Questi cumuli di macerie mi piacciono parecchio. Sono molto soddisfatto del metallo arrugginito.
Al momento, sulla pozza si sta ancora asciugando l'effetto acqua. Per le altre due pozze che possiedo avevo usato principalmente un velo di vinavil, che in un caso era stato seguito dall'effetto acqua. In questo caso invece l'effetto è stato applicato direttamente sulla superficie colorata. Vedremo che succede. Ah, è l'unica pozza ad avere il brodo grigio (cioè, urbano).
Questo è il più "giovane" di tutti gli elementi scenici di questa tornata, nel senso che è stato realizzato una settimana fa. Si tratta di un cratere, composto da carta di giornale e carta assorbente, entrambi imbevuti di acqua e colla vinilica. Duri come una roccia! Oggi gli ho incollato sopra la sabbia, con annesso strato protettivo di vinavil. Prossimamente lo pitturerò in modo da far sembrare il centro più profondo di quanto non sia (trompe l'oeil, o come cavolo si scrive).
Questo edificio è in giro da parecchio tempo. Era anche parzialmente dipinto, ma puzzava decisamente di non-finito, quindi già che c'ero l'ho completato. E' molto grande, spero solo che sappia proteggere i miei cari Tiranidi!